Melanate It
Il debutto discografico di La Reezy e i consueti saluti per l’estate
Abituati come siamo a vivere di bolle, in quelle che molti hanno definito “algocrazie”, quasi potrebbe stupire che sia un giovane poco più che ventenne a esplorare le radici profonde dell’hip hop. Che in molti suoi illustri segmenti, in linea con la natura capitalistica che in definitiva lo ha sempre contraddistinto, è diventato negli ultimi mesi un meme costante, alla stessa maniera degli account Instagram e TikTok della Casa Bianca.
Di La Reezy avevamo già accennato qualcosa lo scorso anno. Il 7 luglio è uscito il disco di debutto, Skiddle Bandana, che ha dentro la vivacità di New Orleans e tutto il suo orgoglioso spirito. L’universo estetico emerge soprattutto in Melanate It, ode alla Louisiana e alla blackness.
My hair nappy, subconscious snappy, constantly laughin’
Pop shit and braggin’, I’m proud as shit if you asking the blackest
I feel strong in my skin, I love my accent
I’m not here without ancestors, It’s a bitter sweet past tense
The present taste like a…
A flavored piece of chicken from mama’s kitchen, finger lickin’– La Reezy, Melanate It, 2026
È l’ultima puntata della stagione, arriva in versione ridotta (e con una settimana di ritardo), appena in tempo per i saluti. Di solito, a questo punto del congedo estivo, si era soliti dare consigli di ascolto, lettura o visione. Stavolta no, o almeno non nello stesso modo, anche se «Skiddle Bandana» di La Reezy è di per sé un suggerimento di ascolto sotto l’ombrellone (o dovunque vogliate). Le ragioni di questo lieve cambio di rotta sono piuttosto elementari e hanno a che fare con l’esigenza avvertita durante l’anno di ampliare gli orizzonti, perché è impensabile insistere su determinate questioni se non si conoscono appieno altri dettagli, compresi quelli provenienti da ambienti lontani. Perciò ci stiamo prendendo una pausa da quella che era un’abitudine consolidata, per fare ricerca, approfondire e non scadere nella retorica da strapazzo in vista anche della ripresa a settembre.
Ciao! Qui Mookie, una newsletter di Fabio Germani che racconta pezzi sparsi di America attraverso il rap e la musica nera. Per contribuire al progetto, basta poco: un cuore, una condivisione, il passaparola, un caffè. Ogni vostro piccolo gesto può fare la differenza: grazie!
La Reezy sembra un tipo con la testa sulle spalle. Colloca il messaggio al centro della sua espressione artistica, consapevole del “materialismo” pervasivo dell’epoca in cui è nato. Come ha scritto Oumar Saleh, La Reezy si trova in questa fase della carriera appena avviata «in una posizione ideale: non ancora mainstream, non più underground, ma in movimento con determinazione e slancio». Uno slancio peraltro ora rafforzato dall’inserimento nella classe 2026 dei migliori artisti emergenti secondo XXL.
Bills paid
Ain’t no time for field day, but rent paid
Who got love when bills late?
‘Cause this cape I’m wearing getting misplaced
Only love when I provide, I don’t, then I’m not shit
I work late, when you sleep, do you think I’m hurt or straight?– La Reezy, Normal Struggles, 2026
In questo senso, Skiddle Bandana appare il tentativo di rappresentare la lotta quotidiana – antitetica nella forma alla struggle descritta da The Notorious B.I.G. e colleghi negli anni ‘90, ma non così tanto nella sostanza – e di raccontarla ai suoi coetanei, senza perdere di vista (nella rincorsa al successo, che non viene negata, anzi) l’eredità culturale di chi lo ha preceduto e la responsabilità verso i propri legami, la famiglia e le radici.
My tire went flat, so my two big cousins and my daddy
They helped me put air in it
When the hurricane crashed, we was there by aunties
Four brothers on the mat with some air in it
I kinda liked hurricanes, it was swift vacation
‘Til that FEMA started trippin’
Gone for a month, fam at a stakeout ‘til it’s clear from the city [...]My pops raisеd a star, shout out all the dads goin’ hard for their kid
– La Reezy, Family Bizzy, 2026
C’è una componente politica nel pensiero di La Reezy: istintiva, anche quando non immediata. Tra jazz, soul e suoni tipici di New Orleans, mette in scena un patrimonio di conoscenza che attraversa le generazioni. Non è neanche troppo un caso che a febbraio sia stato chiamato a partecipare alle celebrazioni per il 61esimo anniversario della morte di Malcolm X, lui che al massimo lo ha conosciuto sui libri di storia.
Negli Stati Uniti che, tra le numerose contraddizioni, hanno da poco festeggiato i 250 anni dalla Dichiarazione d’indipendenza, La Reezy fa sua la premessa che la cultura nera sia riuscita a produrre immaginari elevati, mentre le condizioni di marginalità sociale e vulnerabilità economica restano a tutt’oggi una realtà diffusa. Considerata la giovane età, forse è la dimostrazione che un certo modello di hip hop non è morto: ha solo cambiato profilo.
🔎 Altre cose interessanti (da leggere)
Ho letto con notevole ritardo, rispetto all’acquisto, Preparativi per la prossima vita, romanzo del 2014 di Atticus Lish (per la cronaca: non ho visto il film di recente uscita). Ora, eviterei qualsiasi paragone con “l’America di Trump”, ma l’opera, già all’epoca, metteva in risalto molte zone d’ombra e di attrito degli Stati Uniti – post-11 settembre – di cui ancora discutiamo con regolarità (lavoro povero, i flussi migratori e la precarietà sociale, le tensioni tra i gruppi demografici, i traumi dei veterani, lo spauracchio dell’ICE sullo sfondo). Una libro da (ri)scoprire.
A proposito di libri: segnalo la bella iniziativa su Instagram di Giuseppe “u.net” Pipitone, bsf.reader.
Sono stati giorni di celebrazioni per i 30 anni dall’esordio discografico di JAŸ-Z e diverse sono le storie adiacenti. Elena Milanesio ne ha messe in fila un paio niente male.
Zohran Mamdani, sindaco di New York, è piuttosto attivo di questi tempi. Molto attivo.
Nonostante le difficoltà infinite, qualcosa pare si stia cominciando a muovere per Rikers Island.
Grazie di aver letto fino in fondo. La playlist della newsletter – a tema La Reezy– è pronta: non resta che premere il tasto play. Domande? Suggerimenti? Potete rispondere alla mail, scrivermi su Instagram, su Threads o su Notes. Se Mookie vi piace, mandate il link ad amici e parenti! La foto di copertina nella versione web della newsletter è un frame del video di «Family Bizzy».
Vi auguro una splendida estate, allora. Torneremo a leggerci presto, magari prima, se necessario, con qualche aggiornamento qui su Substack o su IG. Ciao!



Grazie Fabio! Anche per il consiglio di lettura...messo in lista 😉